Aosta addobbata a festa e a Parigi 101 colpi di cannone
Aosta addobbata a festa e a Parigi 101 colpi di cannone
Per alcuni anni la Valle d’Aosta fu francese. Napoleone Bonaparte l’aveva unita al territorio eporediese nel «Département de la Doire» (1802-1814), il cui capoluogo era Ivrea.
Il 20 marzo 1811, a Parigi, Maria Luisa d’Austria, seconda moglie di Napoleone, diede alla luce un figlio. Al bambino fu attribuito fin dalla nascita il titolo di Re di Roma e l’avvenimento venne annunciato alla capitale con una salva di 101 colpi di cannone.
«Le Journal de la Doire» raccontò che, appena si udirono le salve, «gli abitanti di Parigi si affacciarono alle finestre, scesero alle porte, riempirono le strade e contarono i colpi di cannone» e che alla fine «scoppiò una gioia unanime».(1) La notizia corse velocemente in tutto l’Impero grazie anche al telegrafo ottico di Chappe: «Il giorno della nascita era limpido e sereno, tanto che nello spazio di sessanta minuti il telegrafo poté comunicare la preziosa notizia che il Re di Roma era nato».(2)
Due giorni dopo, il 22 marzo, anche Aosta dovette celebrare l’avvenimento. La città venne addobbata, vi furono musica e fuochi d’artificio e una cronaca successiva ricordò sobriamente che «La ville d’Aoste toute pavoisée se réjouit de l’heureux événement».(3)
Per una sera le vie del centro si vestirono dunque dei colori imperiali. La piazza che oggi occupa il cuore della città ancora non esisteva ed era occupata dal complesso di San Francesco. Aosta celebrava, come tante altre località dell’Impero, la nascita dell’erede di Napoleone.
L’entusiasmo ufficiale raccontava però soltanto una parte della storia. Dopo anni di dominazione francese una parte della popolazione valdostana continuava a guardare ai Savoia. Un piccolo indizio compare proprio nelle celebrazioni per il Re di Roma. Il giornale dipartimentale pubblicò poesie, sonetti e dediche composti per la nascita dell’erede: fra gli autori figuravano diversi eporediesi, mentre non compariva alcun valdostano.(4)
Il bambino per il quale Aosta era stata addobbata a festa ebbe un destino assai diverso da quello immaginato nel 1811. Dopo la seconda abdicazione del padre, il 22 giugno 1815 Napoleone lo proclamò suo successore con il nome di Napoleone II. Quel regno rimase soltanto nominale e durò poche settimane. Il giovane morì a Vienna nel 1832, a ventun anni.
Intanto per la Valle d’Aosta l’età francese si era già conclusa. Nel 1814, con la caduta di Napoleone, il territorio era tornato sotto la sovranità sabauda. L’anno seguente un editto di Vittorio Emanuele I, datato 27 giugno 1815, ordinò «a tutti i sudditi francesi stabilitisi nei suoi territori dal 1792 di lasciarli entro venti giorni dalla pubblicazione dell’editto».(5)
- Immagine di copertina: Rielaborazione con IA da un dipinto del XIX secolo raffigurante il telegrafo ottico di Chappe. Immagine originale: Wikimedia Commons, pubblico dominio.
(1) «(...) l’espoir de la France a été rempli: S. M. l’Impératrice est heureusement accouchée d’un prince: le roi de Rome et son auguste mère sont en parfaite santé. (...) Dès que les salves se firent entendre, on vit de toutes parts les habitants de Paris se mettre à leurs fenêtres, descendre à leurs portes, remplir les rues et compter les coups de canon, avec une vive sollicitude, ils se communiquaient leurs émotions, et ont laissé enfin éclater une joie unanime». «Le Journal de la Doire», 30 marzo 1811. (2) «Le jour de la naissance était pur et serein, de manière que dans l’espace de 60 minutes le télégraphe a pu communiquer la précieuse nouvelle que le Roi de Rome était né». «Le Journal de la Doire», 20 aprile 1811. (3) «La ville d’Aoste toute pavoisée se réjouit de l’heureux événement». «L’Écho du Val d’Aoste», 24 marzo 1879. (4) «Pièces de poésies composées à l’occasion de la naissance du roi de Rome, et imprimées par ordre de Monsieur le Baron Préfet de la Doire». «Le Journal de la Doire», 20 aprile 1811. (5) «27 juin 1815. - Edit de Victor-Emmanuel I qui ordonne à tous les sujets français qui se sont établis dans le territoire à lui sujet depuis 1792, d’en sortir dans le terme de 20 jours, dès la publication de l’édit». «L’Écho du Val d’Aoste, 26 giugno 1879.









