La carrozza dei «miracoli»
La carrozza dei «miracoli»
Alla fine dell’Ottocento, sulle strade della Valle d’Aosta, poteva capitare di incontrare una berlina trainata da quattro cavalli, accompagnata da alcuni musicisti che annunciavano l’arrivo di Ernesto Gandolfi, un venditore ambulante di medicinali che si presentava come professore di chirurgia, prometteva guarigioni e, generalmente, estraeva anche i denti. Una volta radunato il pubblico, cominciava la vendita di pomate e rimedi ai quali attribuiva virtù miracolose.
Nel settembre del 1889, un abitante della Valtournenche, poco soddisfatto dei risultati ottenuti, reclamò pubblicamente su un giornale valdostano la restituzione delle 40 lire che aveva versato al sedicente professore.(1) Gandolfi continuò lo stesso a percorrere la Valle con la sua carrozza e i suoi musicisti, finché le sue attività finirono per interessare anche la giustizia. Il 9 aprile 1890 il pretore di Châtillon gli inflisse una multa di 125 lire per esercizio abusivo della professione medica. Pochi giorni dopo, la «Feuille d’Aoste» raccontò la vicenda definendolo un «charlatan manchot».(2)
Il 4 giugno successivo «Le Valdôtain», sotto il titolo «Une étrange aventure», raccontò quanto era accaduto a un medico valdostano che aveva tentato di fermare le attività del cavadenti ambulante. Indignato per quell’intrusione nel campo della medicina, si era rivolto al sindaco del proprio comune chiedendo che venissero applicate le disposizioni di legge. Non ricevendo alcuna risposta scrisse nuovamente al sindaco, ma anche la seconda lettera rimase senza seguito. Decise allora di rivolgersi alla Sottoprefettura, dalla quale ricevette finalmente una risposta: doveva rivolgersi al sindaco...
Era stato un grido nel deserto. Le disposizioni, comunque, esistevano ed erano tutte dirette a reprimere gli abusi commessi da quanti esercitavano attività sanitarie senza averne i requisiti. Gandolfi, sentendosi tollerato, esercitava ormai il suo mestiere «au grand jour», alla luce del sole, continuando indisturbato a vendere i propri rimedi «aux quatre vents». E quando le autorità avessero finalmente deciso di intervenire, sarebbe già stato lontano, partito sotto l’occhio indifferente della polizia.(3)
Intanto proseguivano anche le vicende giudiziarie: nell’agosto del 1890 la multa di 125 lire inflittagli a Châtillon giunse all’esame del tribunale di Aosta(4) e il 16 luglio del 1891 una sentenza gli inflisse tre nuove multe, rispettivamente di 50, 300 e 100 lire. In tutto 450 lire che, sommate alle 125 dell’anno precedente, portavano a 575 lire le sanzioni ricordate dalle cronache.(5)
Ma Gandolfi aveva fatto parlare di sé anche ben lontano dalla Valle d’Aosta. L’11 maggio 1872, per esempio, il giornale inglese «The Graphic» gli aveva dedicato un’incisione che lo ritraeva a Campo de’ Fiori, a Roma, mentre, sopra un carro e accompagnato dai suoi musicisti, estraeva denti e vendeva medicinali davanti a una folla di curiosi. Al posto del braccio sinistro, perduto durante una campagna militare contro gli austriaci, aveva una protesi munita di uncino. Secondo il cronista, infatti, Gandolfi era stato soldato prima di dedicarsi a quel singolare mestiere, che comprendeva anche la vendita di una polvere capace, a suo dire, di liberare i denti dai vermi ritenuti responsabili del dolore. Il giornale inglese lo chiamava «Gandolpho Ernesti».(6)
La sua figura continuò a suscitare interesse anche in seguito, tanto che nel dicembre del 1950 venne pubblicato uno studio intitolato «Ernesto Gandolfi, il cavadenti monco (1843-1902)».(7)
Insomma, l’unico miracolo che riuscì a compiere fu quello di sparire dalle cronache.
- Immagine di copertina: Ernesto Gandolfi, il cavadenti ambulante, raffigurato a Campo de’ Fiori, a Roma, con i suoi musicisti e la protesi a uncino al posto del braccio sinistro. Incisione pubblicata su «The Graphic» l’11 maggio 1872. Fonte: Wellcome Collection, riferimento 21053i. Immagine di pubblico dominio (Public Domain Mark).
(1) «Le Valdôtain», 25 settembre 1889. (2) «Feuille d’Aoste», 16 aprile 1890; «Le Valdôtain», 16 aprile 1890. (3) «Le Valdôtain», 4 giugno 1890. (4) «Le Valdôtain», 7 maggio, 6 agosto e 1° ottobre 1890. (5) «Le Valdôtain», 24 luglio 1891. (6) «Le Valdôtain», 24 luglio 1891. (7) R. Modica, «Rivista italiana di stomatologia», dicembre 1950, vol. 5, n. 12, pp. 1669-1670.









