Aosta e... gli oggetti volanti
Aosta e... gli oggetti volanti
In passato, molte volte la città di Aosta fu teatro di episodi tanto curiosi quanto pericolosi. A quanto pare, finestre, balconi e davanzali sembravano talvolta animarsi di vita propria, trasformandosi in vere e proprie rampe di lancio dalle quali gli oggetti più comuni prendevano il volo come proiettili.
Il 24 luglio 1875, per esempio, due signori stavano passeggiando lungo via Porta Pretoria quando un enorme coperchio di baule precipitò ai loro piedi con un fragore impressionante, tanto da gettare il panico tra i passanti. Se fosse caduto un solo istante più tardi, avrebbe potuto colpire uno dei due uomini alla testa.
Lo scampato pericolo spinse un giornale locale a commentare l’accaduto con una punta d’ironia chiedendosi se gli appartamenti soprastanti non fossero abitati da qualche «briseur de têtes». «Nous ne le croyons pas», si rispondevano subito i cronisti, invitando però la polizia municipale a sorvegliare con maggiore attenzione.(1)
Qualche anno più tardi fu invece una giovane domestica a pagare il prezzo di una finestra maneggiata con troppa leggerezza. Mentre percorreva via De Tillier, una vera e propria pioggia di vetri precipitò dal secondo piano di un edificio colpendola alla testa. I frammenti, scrisse il giornale, «s’y enfoncent et la lui labourent», provocandole una ferita così grave da farle perdere i sensi.
La ragazza fu soccorsa e quindi accompagnata «à la pharmacie de l’hôpital où ses blessures sont pansées et bandées». Il cronista, che aveva aperto l’articolo con un eloquente «Attention aux fenêtres», concluse osservando che si trattava di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze funeste e di cui il responsabile non poteva essere considerato esente da colpe.(2)
Il caso più incredibile, però, fu quello che coinvolse un giovane abitante dell’attuale via Porta Pretoria. Nella notte del 16 agosto 1903 il ragazzo si era addormentato appollaiato alla finestra del terzo piano della propria abitazione. Nel sonno scivolò oltre il parapetto, ma si risvegliò all’improvviso riuscendo ad aggrapparsi ai fili del telegrafo.
La caduta, «d’une hauteur de dix mètres», fu in parte rallentata dai cavi, ai quali rimase sospeso per qualche istante prima di precipitare al suolo. La sua avventura si concluse con una gamba rotta e diverse lesioni al capo.(3)
Sono alcune tra le cento storie che Aosta restituisce dai cieli del passato. Non erano oggetti non identificati, ovvio, ma volanti sì.
- In copertina: cartolina d'epoca, via de Tillier, Aosta.
(1)
Parmi les locataires de la maison du notaire Rosset y a-t-il peut-être des briseurs de têtes? Nous ne le croyons pas, mais nous leur rappelons qu’il est sévèrement défendu de jeter dans la rue des projectiles quelconques, à plus forte raison d’énormes couvercles; invitando al tempo stesso la polizia municipale a vigilare con attenzione e, se necessario, ad applicare sans pitié les peines établies par la loi.
Feuille d’Aoste, 28 luglio 1875. (2)
Le Duché d’Aoste, 6 gennaio 1897. (3)
L’Union valdôtaine, 18 agosto 1903.









