Quando Aosta decise di avere una piazza
Quando Aosta decise di avere una piazza
Fino al 1839 Aosta non poteva ancora vantare una vera grande piazza degna di tale nome. Dove oggi si apre piazza Chanoux, infatti, sorgeva fin dal 1352 il vasto complesso religioso di
Saint-François, con il convento e i suoi annessi.
L’esigenza di disporre di uno spazio civico centrale era però sorta molto tempo prima. Nel 1730 era stato terminato, a oriente del complesso francescano, l’Hôtel des États, sede del Conseil des Commis, organo di autogoverno valdostano, all’angolo della via che ancora oggi conduce verso la Cattedrale.
Nel corso del Settecento la città stava cambiando e cominciava a sentire il bisogno di uno spazio pubblico nel quale concentrare parte della vita economica e sociale,
«avoir une place publique pour y fixer le lieu des marchés». Le
«rues toutes très-étroites» soffocavano infatti la circolazione e costringevano carri e carrozze negli angusti passaggi della città medievale.
Il luogo più naturale sembrò allora quello davanti alla sede del
Conseil des Commis et de la Justice. L’edilità cittadina desiderava che
«qu’au-devant de ce palais, un des plus beaux de la ville, il y eût, non un passage mesquin, mais une place digne d’elle».
Per ottenerla, tuttavia, occorreva intervenire sul vicino complesso francescano, abbattendo parte del muro di cinta e acquisendo dai religiosi il terreno necessario. La trattativa tra l’amministrazione cittadina e i frati fu lunga e delicata, finché nel 1777 si giunse a un accordo che consentì di «abattre un mur d’enceinte» e acquistare «le terrain en place existant au couchant dudit Vénérable Couvent de S. François et au midi du Palais du Pays».
Quel tratto della città poté così trasformarsi in uno slargo destinato ai mercati, alle cerimonie pubbliche e alle esigenze quotidiane degli abitanti. Era la
place Saint-François, primo nucleo di quello spazio urbano che nei decenni successivi avrebbe assunto dimensioni ben maggiori.
Nel 1839, infatti, il convento di Saint-François e i suoi annessi furono abbattuti per lasciare posto al nuovo Municipio e alla grande piazza Charles-Albert, dal 1945 dedicata a Émile Chanoux.
Quanto alla prima sistemazione settecentesca, il cronista ottocentesco che ne ricostruì la vicenda poteva concludere, con una semplicità quasi disarmante, che dopo trattative, abbattimenti e sistemazioni «tout le monde fut content».(1)
- Copertina: Piazza Carlo Alberto, oggi dedicata a Émile Chanoux, in una cartolina d’epoca.
(1) L’Echo du Val d’Aoste, 7 aprile 1879.








