Lo sconosciuto signor Aosta
Lo sconosciuto signor Aosta
Il 31 agosto 1882, insieme al mese, sembrò finire anche la carriera teatrale - sempre che fosse davvero cominciata - di un misterioso signor Aosta.
Di lui non conosciamo il nome. Un giornale dell’epoca lo indicò semplicemente come «M. *** d’Aoste», nascondendo dietro quegli asterischi l’identità di un autore che, almeno per qualche ora, ebbe l’onore di vedere una propria commedia rappresentata al Politeama di Aosta.(1)
Era giovedì 31 agosto e la stagione teatrale proseguiva, secondo il giornale, «con lo stesso ardore e un discreto successo».
Quella sera, però, qualcosa sembrò andare storto. La compagnia aveva infatti portato in scena una commedia dal titolo piuttosto curioso: «Un matrimonio per votazione». L’autore era proprio lui, il nostro sconosciuto «M. *** d’Aoste», probabilmente un personaggio locale la cui identità, forse ben nota ai contemporanei, rimase nascosta ai lettori.
La rappresentazione, a quanto pare, non fu memorabile. O forse lo fu, ma per le ragioni sbagliate.
Il giornale, infatti, riteneva che la compagnia avesse sbagliato a rappresentarla e non ebbe pietà del suo «célèbre anonyme»: gli consigliò senza troppi riguardi di trovare un altro modo per occupare il proprio tempo e, soprattutto, di abbandonare la scrittura di commedie. Avrebbe così risparmiato a sé stesso i fischi riservati ai suoi «capolavori» e alla compagnia teatrale la brutta figura di averli portati sulla scena.
Una stroncatura in piena regola.
Difficile capire, quasi un secolo e mezzo dopo, quanto quel giudizio fosse sincero. Si trattò davvero soltanto della stroncatura di una commedia poco riuscita? Oppure, dietro tanta severità, si nascondeva anche qualche rivalità personale o politica oggi sfuggita alla nostra conoscenza?
Del resto, non sappiamo neppure chi si nascondesse dietro quel «M. *** d’Aoste» e se, dopo quella serata poco fortunata, abbia davvero seguito il consiglio del giornale abbandonando per sempre il teatro.
Resta però un piccolo mistero ancora più intrigante.
Che cosa raccontava, allora, «Un matrimonio per votazione»?
- L’immagine di copertina è solo evocativa ed è stata realizzata con l’AI su indicazioni dell’autore.
(1) L’Echo du Val d’Aoste, 1° settembre 1882.








