Quando Aosta provò a fermare una guerra
Quando Aosta provò a fermare una guerra
Alla fine del 1535 Aosta si trovò al centro di una difficile trattativa internazionale.
Ginevra si stava progressivamente allontanando dall’autorità dei Savoia e si avvicinava alla Riforma, sostenuta da Berna, ormai protestante. Il duca di Savoia Carlo III tentava invece di conservare il proprio controllo sulla città.
Per cercare una soluzione al conflitto, il 29 ottobre l’ambasciatore sabaudo Paolo Vagniono propose a Berna di tenere una conferenza di pace ad Aosta. La data fu fissata per il 21 novembre, «nonobstant la saison»: nonostante la stagione.(1)
Non era un particolare da poco. Gli inviati di Berna dovevano attraversare il Gran San Bernardo alle soglie dell’inverno e partirono soltanto dopo avere ottenuto dal duca garanzie per una tregua con Ginevra. Arrivarono ad Aosta «un des derniers jours de novembre».
Ad attenderli, però, non trovarono Carlo III.
Il duca propose allora di trasferire l’incontro a Torino o almeno a Ivrea. Gli inviati rifiutarono e rimasero ad Aosta. Fu Carlo III a raggiungerli il 4 dicembre e soltanto allora le trattative poterono cominciare.(2)
L’accordo si rivelò presto difficile. Alle questioni politiche si aggiungeva quella religiosa e il duca dichiarò di non voler neppure sentir parlare di Riforma. Il 16 gennaio 1536 gli inviati bernesi lasciarono Aosta senza avere raggiunto un accordo.
Poche settimane dopo gli avvenimenti precipitarono. Nel nuovo scontro tra Francesco I e Carlo V per il controllo dell’Italia settentrionale, le armate francesi invasero gli Stati sabaudi e occuparono gran parte della Savoia e del Piemonte.
La Valle d’Aosta rimase fuori dall’occupazione e dovette provvedere in larga misura a sé stessa. Nacque subito il Conseil des Commis, che assunse importanti funzioni di governo. La Valle riuscì inoltre a mantenersi neutrale nel conflitto, pur restando fedele ai Savoia.
Quando, con la pace di Cateau-Cambrésis del 1559, la dinastia rientrò nei propri domini, la Valle d’Aosta aveva vissuto oltre vent’anni sviluppando una capacità di autogoverno ancora più spiccata, accompagnata dalla libera scelta di adottare, fin dal 1536, il francese negli atti pubblici, tre anni prima dell’ordinanza di Villers-Cotterêts con la quale Francesco I impose nel 1539 l’uso del francese negli atti giudiziari e amministrativi del regno di Francia.
- Immagine di copertina: veduta di Aosta, stampa metà XIX secolo.
(1) «Le Chroniqueur - Recueil Historique et Journal de l’Helvétie Romande», 1836, pp. 178-195. (2) J.-A. Duc, «Histoire de l’Église d’Aoste», vol. V, p. 273.









