Il valdostano più vecchio del mondo
Il valdostano più vecchio del mondo
Nel 1754 moriva a Étroubles un uomo che aveva raggiunto una veneranda età. Si chiamava Jean-Georges Bertin ed era nato nello stesso paese il 2 giugno 1636. Morì a Étroubles il 2 febbraio 1754 a centodiciassette anni e otto mesi; forse il più vecchio del mondo in quegli anni.
Gli abitanti lo chiamavano comunemente Georges «de Gnon», dal nome della casa in cui viveva, situata oltre il torrente, di fronte al villaggio di Échevenoz e già ridotta in rovina all’inizio del Novecento. Jean-Georges faceva il tornitore e l’età sembra non gli avesse tolto la capacità di lavorare: a centoquindici anni torniva ancora i fusi per le donne della sua parrocchia.
Fu una cattiva annata a procurargli un incontro singolare. Non riuscendo a pagare una rendita dovuta all’episcopio, mandò ad Aosta il figlio Matthieu, che aveva già ottantasette anni, per chiedere al vescovo Pierre-François de Sales una dilazione. Il prelato, sorpreso nell’apprendere che quell’uomo così anziano avesse ancora il padre, volle conoscerlo.
Qualche giorno dopo Jean-Georges, basso di statura ma robusto, scese dunque a piedi da Étroubles ad Aosta. Aveva centodiciassette anni. Pranzò alla tavola del vescovo insieme al «commandant de la ville» e il giorno seguente fu quest’ultimo a invitare entrambi a casa propria.
La straordinaria età dell’ospite suscitò la curiosità dei commensali, che lo interrogarono a lungo sul suo modo di vivere e sulle ragioni di una vecchiaia tanto vigorosa. Secondo il racconto pubblicato nel 1905,(1) Jean-Georges indicò due semplici regole: «Boire peu de vin et se tenir loin des femmes, voilà [...] les deux chemins qui conduisent à un âge avancé». Bere poco vino e stare lontano dalle donne erano, secondo lui, le due strade per arrivare a un’età avanzata. Monsignor Joseph-Auguste Duc, riprendendo successivamente l’episodio nella sua «Histoire de l’Église d’Aoste», preferì una formulazione più discreta: «Boire peu de vin et garder la continence».(2)
Jean-Georges descrisse poi anche la propria alimentazione: «Ma nourriture habituelle est du pain de seigle, que je gratte près de ma fontaine et que j’accompagne avec du fromage, quand j’en ai». Pane di segale, dunque, che grattava presso la sua fontana e accompagnava con formaggio, quando ne aveva. A quella dieta frugale aggiungeva qualche buon pezzo di camoscio procuratogli dal figlio Matthieu, rinomato cacciatore.
Ecco una breve descrizione biografica di Jean-Georges Bertin che visse a lungo.
- L’immagine di copertina è solo evocativa ed è stata realizzata con l’AI su indicazioni dell’autore.
(1) «Bulletin de la Société académique religieuse et scientifique du Duché d’Aoste», vol. XIX, 1905, pp. 61-62. Il testo precisa che le notizie erano state trasmesse a Joseph-Auguste Duc dal priore Antoine Gal, da François-M. Beuchod, allora vicario di Étroubles, e da Joseph Curtaz, curato di Émarèse.
(2) J.-A. Duc, «Histoire de l’Église d’Aoste», vol. VIII, pp. 359-360.









