I ghiacciai del Monte Bianco si stanno riducendo
I ghiacciai del Monte Bianco si stanno riducendo
«I ghiacciai diminuiscono».
Potrebbe essere il titolo di un giornale di oggi. Invece la notizia apparve sul valdostano «Le Mont-Blanc» il 14 aprile 1899.
I numeri riportati dal giornale sui ghiacciai del settore settentrionale del massiccio del Monte Bianco erano tutt’altro che rassicuranti.
Il ghiacciaio del Tour si trovava ormai a un chilometro dalle sue antiche morene. Quelli del Trient, di Petoud e di Gran erano anch’essi in diminuzione. L’Argentière, in un solo anno, aveva perso 63 metri e 60 centimetri in lunghezza e una ventina di metri per lato in larghezza; anche il suo spessore si era ridotto. La Mer de Glace se l’era cavata meglio: appena sei metri di arretramento.
Il dato impressionante riguardava però il ghiacciaio dei Bossons: 152 metri persi in un anno, 60 in larghezza e 20 in spessore. Secondo i calcoli riportati dal giornale, durante l’estate la sua fusione aveva prodotto una quantità d’acqua equivalente a quella contenuta in un blocco di ghiaccio di 140.000 metri cubi.
A rendere la notizia ancora più interessante era l’osservazione di Venance Payot (1826-1902), naturalista e geologo di Chamonix, che seguiva da quasi mezzo secolo le variazioni dei ghiacciai del massiccio del Monte Bianco. Lo studioso dichiarava di non avere «jamais constaté une pareille décroissance», ossia di non aver mai osservato una diminuzione simile.
Insomma, nell’aprile del 1899 «Le Mont-Blanc» raccontava ai valdostani che i ghiacciai del Monte Bianco arretravano, si accorciavano, si assottigliavano e perdevano enormi e impressionanti quantità di ghiaccio.
Certo è che sul versante valdostano del massiccio la storia non era poi così diversa: dopo l’espansione culminata negli ultimi anni dell’Ottocento, anche qui i ghiacciai stavano tornando a ritirarsi.
Poi, immediatamente sotto l’articolo, arrivava la breve rubrica del tempo:
«Pioggia, vento, neve e freddo: ecco la bella primavera della Valle d’Aosta».
Sembra quasi una chiusa perfetta: mentre i ghiacciai arretravano in maniera impressionante, il giornale annotava che in Valle d’Aosta continuava a fare freddo, nevicava e la primavera, già inoltrata, tardava ad arrivare. Articolista e meteorologo, a quanto pare, forse non si erano incontrati.
Era il 1899.
-Immagine di copertina: cartolina epoca viaggiata nel 1927








