La "bancha" di Cogne
La «bancha» di Cogne
Nel Medioevo il castello di Cogne apparteneva al vescovo di Aosta, signore temporale della valle e conte di Cogne. Una cinta circondava la torre e racchiudeva uno spazio chiamato «barrio», utilizzato come «loco et auditorio causarum», luogo nel quale venivano ascoltate le cause della valle.(1) Qui, una volta all’anno, tra San Michele e Ognissanti, quando gli uomini erano ormai scesi dagli alpeggi, il vescovo saliva a Cogne per amministrare la giustizia e riscuotere quanto gli era dovuto. La «sogne», il parlamento locale, durava tre giorni e riuniva i capifamiglia della comunità.(2) La grande campana li chiamava dai villaggi «more solito», secondo la consuetudine.(3)
Possiamo quasi vedere la scena: gli uomini entrano nella cinta e si raccolgono nel «barrio», il vescovo prende posto, il notaio prepara le carte, vengono ascoltate le cause. Davanti alla torre c’è anche una «bancha». La incontriamo nel giugno del 1408, quando numerosi «cogneins» ratificarono le ricognizioni dei beni e dei diritti vescovili: gli atti furono compiuti «in bancha iuxta turrim domini episcopi», nella «bancha» accanto alla torre del vescovo.(4)
Una panca? Anche. La parola indicava un banco o un lungo sedile di legno, ma nel linguaggio giuridico medievale aveva assunto un significato preciso. Du Cange scrive:
«Bancha, Tribunal judicum», tribunale dei giudici.(5)
Il banco sul quale sedeva chi amministrava la giustizia poteva dunque indicare il tribunale stesso.
Un confronto quasi contemporaneo arriva proprio da Aosta. Nelle «Audiences générales» del 1409 le autorità sedevano su diverse «banchae», assegnate secondo rango e funzione. Curiosamente, quelle udienze si tenevano nell’episcopio, nella «sala de Cognia in qua audientie tenentur», la sala di Cogne dove si tenevano le udienze.(6)
A chiarire la «geografia» è un documento del 1423. Nel «barrio», presso la torre, troviamo il vescovo «sedenti propter tribunali»: seduto al tribunale.(7) La «bancha», dunque, doveva essere proprio quel tribunale dal cui seggio il vescovo amministrava la giustizia.
Medioevo e signoria vescovile, certo, ma il tutto si svolgeva in presenza di «tota nostra communitatem nostre vallis Cognie», l’intera comunità della valle: una forma ancora embrionale di partecipazione popolare.
L’ultima decisione spettava al vescovo, ma non prima di aver «audito» gli abitanti.
- L’immagine di copertina è solo evocativa ed è stata realizzata con l’AI su indicazioni dell’autore.
(1) Archives Historiques Régionale, «Fonds Cogne», vol. 2, doc. 10. (2) Ivi, vol. I, doc. 16, 28 settembre 1365. (3) Ivi, vol. II, doc. 6 S.P., 1447. (4) Archivio Storico Vescovile Aosta, 106 (Cogne), 1, 19-20 giugno 1408. (5) Du Cange, «Glossarium mediae et infimae latinitatis», s.v. «Bancha»: «Bancha, Tribunal judicum». (6) F. Baudin, R. Bertolin, J.-G. Rivolin, R. Willien, «Les Audiences générales d’Amédée VIII de Savoie en Vallée d’Aoste», in Bibliothèque de l’Archivum Augustanum, XLIII, pp. 176 e 91. (7) Archives Historiques Régionale, «Fonds Cogne», vol. 1, doc. 36, 1423.









